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giovedì 13 febbraio 2014

Scuola primaria? No, grazie

Scappiamoooooooooo

Arriva Febbraio e tre sono le cose importanti da fare: festeggiare il Carnevale e San Valentino (e questi argomenti verranno saltati a piè pari e senza vergogna) e iscrivere i propri figli alla scuola primaria.
Ora, io mi guardo intorno e, se non sto attenta, mentre spio su Facebook o ascolto le chiacchiere delle amiche, mi pervade una spiacevole sensazione d’estraneità, come quella che prova di certo una mosca bianca quando si rende conto che le altre sono proprio nere. 

E mi pare che tutti i bambini del mondo siano nati nel 2008 e che tutte le loro mamme siano al momento impegnate ad iscriverli alla scuola primaria....
Mica vero, ma mi costa uno sforzo: devo inspirare e razionalizzare. 


Lo conosco quel rimescolamento totale e irrazionale che ti prende all’atto dell’iscrizione, mentre smadonni perché il sito non funziona, e lo sai che è solo questione di qualche click eppure sei agitata, emozionata e te ne stai lì con la lacrima agli occhi.
E avrò scelto bene , e l’orario e le maestre e la scuola, e io, e i compiti e insomma, sono laureata, saprò l’alfabeto e i primi numeri, dai su.... Oddio come farò... 
L’ho vissuto intensamente due anni fa, con Biondazzurra.
Quest’anno invece sono fuori dai giochi. 
Gioco diverso. Sono bianca.

Il fatto è che anch’io ho un bimbo nato nel 2008, Killó, (detto “il demone”) che a settembre dovrebbe varcare i cancelli delle elementari, ma da mesi, impiego gran parte dei miei neuroni e delle mie risorse emotive per scoprire e capire le procedure esatte per NON iscriverlo alla prima elementare.

Voglio che resti un altro anno alla scuola materna, nonostante l’età, l’obbligo formativo, nonostante la rava e la fava.
Nel momento in cui ho contato altre quattro famiglie, che conosco personalmente, alle prese con le stesse eroiche gesta (e la Sindrome di Down a far da contorno), la sensazione di essere l’unica mosca bianca si è decisamente affievolita: siamo in dieci, bianchi come la neve. 
(Capiamoci....Siamo in tantissimi a svolazzare candidi, in tutta Italia, ma il mio raggio di azione è limitato).

E ci sono riuscita? Forse. E come si fa? Mah. 
Devi essere molto fortunato, come me.
Ma partiamo dall’inizio (e vinceremo il premio per il post più lungo della storia).

A dicembre mi suona il cellulare e, vedendo il numero della scuola materna, rispondo già in allarme: "Oddio, ciao, cosa succede?”
“Tranquilla, ti chiamo perché c’è da smaltire un po' di burocrazia”.

E scende il gelo.

“Killó è in obbligo formativo, cioè a settembre dovrebbe andare alla scuola primaria....”

E si formano le prime stalattiti nel mio stomaco.
Silenzio.
Temporeggio con la domanda stupida: “Ma chi? Killó?”
Dunque, lo dovrei sapere benissimo, sono anche brava a far di conto, eppure inspiegabilmente casco dal pero. Ma come? Io, quella che si informa sulle normative, si legge i decreti legge, si segna le scadenze, si informa sulle novità, non sa che suo figlio è giunto all’età dell’iscrizione? È mai possibile che io abbia rimosso questa evidente verità? 
Possibilissimo, guarda qua...
Carambaaaa!
Dall’altro capo del telefono si sentono carte in movimento e la coordinatrice, con ora una nota dubbiosa nella voce, mi chiede: “Sì, Killó.... Ma scusa, non è nato nel 2008?”
E io sto in silenzio. 
Non parlerò mai più.
La mia saggia voce interiore intanto mi suggerisce di non rispondere, di interrompere immediatamente la comunicazione, chiudere il telefono e fare veloce i bagagli e via. Ci trasferiamo in un altro paese, dove nessuno sappia quando siamo nati.
Invece rispondo, dopo molti più secondi di quelli che sono socialmente accettati al telefono e con gli occhi chiusi:
“Sì, è del 2008.” 
So cosa mi aspetta.
So cosa è successo nel passaggio dal nido alla materna. 
Mi si sono gelate anche le mani. 

Per chi non è pratico della questione, è come se qualcuno, con fare indifferente, all’improvviso ti chiedesse: “Dai, oggi hai voglia di infilarti nei meandri infernali della burocrazia, fra asl (ufficio invalidi), provveditorato, scuola materna e primaria con magari una puntatina all’inps? Hai voglia di scontrarti con domande stupide, con impiegati incompetenti ed arroganti, con leggi nazionali che però sono applicate in modo diverso a seconda della zona, della giornata, del sole e del vento e dell’umore di chi becchi allo sportello?”

Così, la tua risposta potrebbe essere “No,grazie”, oppure “No, ti prego, sto così bene qui in questa scuola sulla montagna, dove Killó è sorridente, amato, e le maestre lo sbaciucchiano tutto e lui ride e poi combina guai inenarrabili e allora, come gli altri, viene sgridato, e se ne va a pensare. Datemi tregua, non ho voglia di ritornare in campo”.

Invece, non hai scelta, la risposta è: “Certo” e ti sale un po' di rabbia preventiva e un filo di magone.
I primi giorni mi ha preso un’inquietudine profonda.
Guardavo il mio Killó e non avevo dubbi: non è pronto per andare alla scuola elementare, è nei medi della materna e già così stare al passo non è uno scherzo, sebbene in un modo tutto suo, ci riesca con piglio creativo. 
Ma se la scuola non è di questo parere? 
E se i vari terapisti non la pensano così? 
E se mi dovessi fare paladina di una guerra intestina fra le persone che più stimo e di cui più mi fido e affido? 
Sono affiorate tante paure, tante insicurezze, insomma, scoppiate in una bolla di sapone dato che poi tutti erano assolutamente d’accordo.
Serve un altro anno di materna, e un lavoro specifico su pregrafismo e requisiti logico matematici.
Niente lotte su questo fronte.

Una norma nuovissima uscita a dicembre, proprio per noi, mi ha permesso di saltare il penoso e sciocco e macchinoso passaggio dalla neuropsichiatra dell’asl, risolvendo tutto con un certificato della nostra pediatra simpatica, preparata e disponibile (anche giovane e bella, tutti aggettivi che non si applicano alla dottoressa citata più su).
Niente lotte nemmeno qui.

Ho pure la fortuna di avere un centro riabilitativo a due passi da casa: hanno pensato loro a tutte le carte, alla valutazione cognitiva, motoria, globale che si chiama “diagnosi funzionale” ed è lo spauracchio di ogni genitore (che abbia un cuore pulsante) e che sto provando a digerire. Nessun rocambolesco giro per tutti gli ambulatori della provincia, ma tutto facile, fra persone che conosco e ammiro, con Killó che non collaborava per nulla, ma tanto conoscono il personaggio ;)

Però io mi ero armata, pugnale fra i denti, per combattere il nemico (e salvare il mondo) e, per esclusione, mi aspettavo che la cruenta battaglia sarebbe quindi avvenuta con la scuola primaria. 

Ho telefonato, con voce involontariamente sostenuta e tutti i riferimenti di legge a portata di mano, ma la responsabile dell’ufficio era preparata sull’argomento.
Addirittura sapeva già di Killó, ovvero le due scuole parlano fra loro, anzi collaborano.... E mi ha detto: “Facciamola semplice: non iscriva il bimbo per poi ritirarlo. Quando ha le carte pronte mi avvisi e tutto è a posto”.

E io sono stata in silenzio, perché era cortese, accogliente, serena.
Non sono abituata, è destabilizzante.

Ho ancora il coltello fra i denti, sia chiaro. 
Ho il timore che, all’ultimo minuto, un nemico salti fuori come la Pantera Rosa con l’ispettore Clouseau, gridando “Mi oppongo”. 
Allora, con il mio coltello, io lo ucciderò a sangue freddo, che non si può sempre stare lì a badare ai dettagli.
Fino a qui, però, non ho sostenuto alcuna sanguinosa battaglia quindi dovrei essere rilassata (e grata) invece sono provata.

Che combattere contro le proprie paure non è un’impresa da poco e pare più difficile di una non-iscrizione.




21 commenti:

  1. Ma vedi te se io devo essere così commossa perchè non ti hanno fatto incazzare, che poi ti rimane il livore dentro e ti sfoghi con la lana :D
    Mi piace come affronti le cose, mi piace di più come le metti nero su bianco: che fighi che siete.

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    1. ma vedi te se mi deve venire da piangere a me, sentendo la tua partecipazione alle mie eroiche gesta. A volte, Lu, penso che questo scrivere serva a qualcosa (la maggior parte del tempo no) ed è una gran bella sensazione. Grazie.

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  2. <3 Felice che tu abbia trovato un po' di morbidi cuscini sui quali cadere <3 bacio

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    1. Grazie Sara, e spero di non portarmi sfiga.... Di fatto la permanenza alla materna non è ancora ufficiale e nemmeno mi è chiaro chi deve decidere e quando e se lo verrò a sapere :)))))))))))))

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  3. Io mi ripeto, ma male non fa: ti amo, tanto, tantissimo! E porcazzozza quanto mi mancava leggerti! Me ne sono accorta quando, arrivata in fondo al post più lungo della storia, sarei andata avanti tranquilla per altre cento pagine. Sono contenta che abbiate vinto questa non-battaglia!
    BAcio!

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  4. :-D Dai che vincerai anche quelle. E hai fatto bene a farlo stare un altro anno alla materna, dove giocano e imparano a suon di coccole (mi ricordo il MIO, di passaggio alle elementari, che fu un vero e proprio trauma per me!!)
    Anche in classe di Tommi (che è una classe mista dai 3 ai 5 anni) c'è una bambina con sdd che in realtà ne ha 7, di anni. Le mosche bianche sono tante e non dovrebbero sentirsi così diverse 'che, a guardare le altre da vicino, nessuna di loro è davvero nera-nera!! :-)

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  5. oh, qualche volta le cose girano bene. C'è da rimanere basiti, in quest'Italia.
    sono contenta per voi!!!

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  6. Ma allora vivi anche tu in un mondo un po' bello! Dove non tutto è sempre e solo fatica, dove non ogni cosa va sudata e bramata e dunque... non sei così speciale! XD
    Mosca bianca poi... grigia via. Che lavorare il bianco non è mai facile perché si sciupa troppo.

    Sono felice per voi logicamente, ma sappi anche che sono commossa dal tuo stupore del finalmente (per questa volta) facile, dalle mille emozioni che sei capace di raccontare, di Killò mancino, di Killò che scrive, che fa l'anarchico e da te.
    Te che, nonostante tutto, ci stai. Non scappi anche se lo desideri, mica scontato.
    T'amo, Pippera.
    (Vorrei poi farti notare la frase: "Non parlerò mai più." Poi ti chiedi da chi abbia preso Killò. Eh.)

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  7. vi auguro che la battaglia sia CONCLUSA, O CHE CI SIANO TANTE BELLE PORTE APERTE, COLLABORATIVE E CON ORECCHIE TESE VERSO L'ALTRO AD ACCOGLIERVI (ECCO, HO IL TASTO MAIUSCOLE INSERITO :-P)!!!

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  8. Tesoro mio, un abbraccio, noi qui stiamo lottando contro una banale iscrizione alle superiori olandesi e pure io ho il coltello tra i dentri. Ma per ora ci affetto la focaccia.

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  9. Scatta un sorriso quando, ogni tanto le cose girano nel verso giusto in questa bolgia di burocrazia. Ti confesso che avrei letto ancora per mezz'ora incollata e emozionata dalle tue parole! <3

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  10. Ogni tanto questo paese ci stupisce in positivo :)
    Qui nella scuola dei miei bimbi ne conosco due di situazioni di Non-iscrizione e finiti entrambi nel modo migliore ;)
    Ti leggo, partecipo poco ma insomma ogni tanto tocca farsi vedere!

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  11. A volte le cose funzionano e noi ci stupiamo. Quasi non ci crediamo. Mentre dovrebbe essere sempre così.
    Te lo meriti. Ve lo meritate tutti e 4. Ora riprendi fiato e goditi questa inaspettata facilità!

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  12. Conosco quella sensazione lì, quella del "adesso vi faccio il c**o a strisce" e poi rimanere basita perché tutto va come doveva andare.
    Sei brava, forte e determinata. Secondo gli fai paura a prescindere :-D

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  13. Sono felice per come siano andate le cose, ma piace anche immaginarti battagliera e con il coltello tra i denti, la Lara Croft della scuola primaria!

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  14. avere le idee chiare e portarle avanti. Così si fa. E che bello che si sentano anche i resoconti delle esperienze positive, siamo sempre tentati dal lamentarci più a voce alta di quando raccontiamo qualcosa che è andato per il verso giusto. Brava. (E bella, col coltello tra i denti mhuahuahua!)

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  15. E' vero che combattere con le proprie paure è una battaglia molto ardua!!! Già mi crea ansia l'iscrizione del più grande alla primaria (perchè nato nell'anno 2008) e anche a me crea tantissima ansia la non-iscrizione del più piccolo alla sezione grande del nido (perchè lui è uno speciale!) e comunque anche se tutte le peripezie burocratiche vanno liscie (visite, commissioni, inps....ecc) alla fine ti trovi spossata, provata...Come ti capisco, che bello leggere le proprie emozioni scritte da un'altra persona e pensare che in fondo c'è un filo che ci lega, un filo invisibile ma universale che lega tutte le mamme (soprattutto quelle speciali!), grazie mille!

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  16. Anche in classe di Fede c'e' un bimbo speciale...lui pero' ha un brutto male purtroppo...sto condividendo con la mamma tutti i suoi dubbi "lo iscrivo cosi' lo lascio con i suoi amichetti anche se per lui sara' uno stress eccessivo da reggere" oppure "lo lascio ancora alla materna dove le maestre lo coccilano sanno di cosa ha bisogno ma non avra' piu' l'appoggio dei suoi amichetti?" i pareri medici sono contrastanti e lei ha paura di sbagliare...cosi' al 15 ci sta ancora pensando...come vedi ci sono mosche di tanti colori ognuna con le sue paure piu" o meno forti...ti abbraccio Barbara sono contenta che alneno la burocrazia ti abbia fatto risparmiare energie questa volta...

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  17. ciao presente .... anche noi del 2008 , anche noi per niente certi di andare a scuola primaria.....da una parte un preside della scuola che incidentalmente ho scoperto di conoscere che mi dice che il pacchetto insegnante più sostegno che esce il prossimo anno è da non lasciarsi scappare e la logopedista fidatissima che mi dice che è ora di fare il salto perché secondo lei all'asilo non stimolato correttamente, dall'altra chi da sempre mi ha dato i consigli migliori che non vuole nemmeno sentire parlare di scuola... dubbi atroci!!!!!!!!!!!!!!!! anch'io non credo di avere grosse difficoltà a fermarlo il npi mi è parso fidarsi del mio giudizio e del nostro equilibrio (che mi sia conquistata qualcosa in questi anni di battaglie?)
    credo che ascolterò la seconda ... ti faccio sapere.... anna mamma di Lorenzo , quello con le manine di patata!

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  18. Cara Barbara, il tuo post mi ha veramente emozionato.
    Sono contenta tu abbia trovato la soluzione migliore per il piccolo Killò.
    Hai ragione: "combattere contro le proprie paure non è un’impresa da poco"....

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