martedì 1 ottobre 2013

Genitori in difficoltà. Noi.

Siamo al parco. Abbiamo portato le due biciclette, per lei senza rotelline, per lui senza pedali.

Li abbiamo costretti a venire al parco con le bici, in questo pomeriggio di sole. Siamo una mamma e un papà che costringono i figli a fare cose che non vogliono. 
A volte è dura comprendere le loro motivazioni... Perché “al parco: sí” ma “al parco con la bici: giammai”?????

Le nostre motivazioni invece sono tanto semplici e lineari da destare tenerezza: vorremmo inaugurare una stagione di passeggiate in bicicletta per queste campagne splendide che abbiamo tutto intorno. 
L’abbiamo fatto per la prima volta qualche domenica fa, con Killó seduto sul seggiolino, dietro a papà, e con la Bionda che arrancava con la bici con le rotelline. 
È stato bellissimo, anche se Killó gli gridava: “papà, papà , sveglia” e la Bionda aveva male alle gambe, al sedere, a tutto. Anche se Matteo ha tuonato la giusta sentenza davanti ai grappoli succulenti di una vigna (“non è uva nostra, la nostra è a casa”) e pensando : “ma che palle quando ha anche ragione” me ne sono dovuta andare senza aver rubato nemmeno un acino. Dopo quella esperienza, il nostro sogno si è arricchito ed è ancora più ambizioso. 
Se tu, che hai quasi sette anni, provassi a togliere quelle rotelle maledette e iniziassimo a pensare ad una bici più performante, sarebbe immensamente più divertente.
Se tu, che hai quasi cinque anni, prendessi in considerazione l’idea di provare a salirci sulla bici, anche senza pedalare, solo per vedere l’effetto che fa, ci daresti rinnovate speranze di poter esaudire un nostro desiderio.

Così siamo al parco, io e il papà ci siamo scambiati occhiate che per me significavano speranza condivisa e incoraggiamento reciproco. Cosa significassero per lui non lo  voglio sapere, giacché esiste il rischio che nemmeno le abbia notate e io riesco a sopportare solo poche delusioni alla volta. 
Il nostro programma procede a gonfie vele.
Killó se ne sta raggomitolato sulla panchina di marmo, con le mani davanti agli occhiali a far finta di piangere, ripetendo “no, non voglio, no grazie. A casaaaa”.

La Bionda, casco in testa, seduta sulla bici rosa, piange con i lacrimoni che le scendono fino a bagnare la maglietta. E il peggio non è il pianto, ma ciò che dice.
“Non c'è la farò mai. Ho paura, pauraaaaa. Non ce la faccio”. Singhiozzi.

Ma c’è ancora una speranza: interviene il famoso coach motivazionale, Matteo.
Riporto a memoria, non testualmente: “Le paure vanno affrontate, sei tu che devi decidere di affrontarle. Non farti vincere da loro”.
Io me la rido sotto i baffi. Caro mio, hai sottovalutato l’astuzia di tua figlia che è una donna, non dovresti dimenticartelo mai. Infatti, la riprova non tarda a manifestarsi, nella risposta che lei gli sbrodola lì, aumentando singulti e lacrime.
“Papà, tu devi credermi! Ho davvero paura. Lo vedi che non ce la faccio? Perché non mi credi? Ti sto dicendo la verità”.

Motivazioni razionali, contro ricatto emotivo. 
Vince lei, qualcosa le ho insegnato. 
A grandi passi, il coach viene verso di me, con l’espressione esasperata: “Vai tu. Non posso farcela”.
Questa ci mangia i gnocchi in testa, non è una novità.

Mi ripeto il mantra “staicalma, staicalma. Combatti il nemico con le sue stesse armi” e mi avvio.
“Amore mio, ti fidi della mamma????” Tiè, perché lei lo sa che non può dirmi no in questo contesto.
“Io e il papà sappiamo che tu sei capace di andare senza le rotelle, ma tu ancora non ci credi. Non voglio però che tu ti faccia male, per cui proviamo ad andare piano, una cosa alla volta.”
Lei mi sta ascoltando. Sono stupefatta, ma mi guardo bene dal dimostrarlo.

“Asciughiamo queste lacrime e via. Io mi metto qui, tu parti e fai cinque pedalate e poi appoggi i piedi.” 
......

E ha funzionato. 
Non ci credevo per niente, vorrei specificare.
Ne ha fatte dieci, mentre io contavo ad alta voce, per distrarla dalla sua paura.
Poi ne ha fatte venti.
Poi non ha voluto provare più. (Da due settimane non tocca la bici.....)

Poco male, perché nel frattempo avevo esaurito tutte le mie energie fisiche, morali e psicologiche.
Appena le ricarico, tocca a lui, quell’incorruttibile di Killó, con cui nulla fa presa, né l’argomentazione né la leva emotiva. 

Questi due genitori hanno un sogno banale e meriterebbero una ricompensa.
Nel frattempo cin cin, che se deve essere birra, almeno che sia grande.

Nota a margine: Se passa il messaggio che io so come comportarmi, come mettere in atto strategie efficaci, mentre il papà non sa farlo, il messaggio è sbagliato. Questa pare l'unica volta in cui me ne sia andata dritta una, avevo bisogno di raccontarla.

30 commenti:

  1. Si, va tutto bene, ha funzionato. Però ha funzionato perché alla domanda “Amore mio, ti fidi della mamma????” tu dici che non poteva dare altra risposta.
    Ecco, se invece succede come qui che, alla stessa domanda la risposta è un secco "NO!!!"?

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    1. Premesso che il tuo commento non è per nulla incoraggiante e che, per ora a Killó non lo chiedo perché mi aspetto proprio quella risposta, non saprei che fare.
      Quando capiterà e io uscirò di testa, prometto però di scrivere immediatamente su genitori sbroccano ;)

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    2. Stavo per scrivere lo stesso commento di Silvia :D! Che bella cosa la fiducia incondizionata!

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    3. Marzia! Ma non è fiducia incondizionata, semplicemente non poteva dirmi di no, dopo essersi giocata questa carta con il papà ! È perfetto tempismo mio, se vuoi.

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  2. come ti capisco! Ho portato Ale in montagna, volevo fagli fare una camminata leggera in mezzo alla natura, come è sceso dall'auto " ho le gambe stanche " "torniamo indietro" "sono stanco ho male "......grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

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    1. Che belle soddisfazioni eh? E il nervoso che ti prende? :)

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  3. In pedagogia è necessario essere in due perché è il secondo che porta a casa il risultato. Per evitare il burnout è bene provare ad invertire l'ordine di partenza, talvolta. Spesso, invece, si smadonna e basta.
    Maria ha imparato a quattro anni a pedalare senza rotelle perché stufa di farsi sbertucciare dalla cugina di 6 (che lei era già capace). Tutti i nostri interventi, fino a quel punto, non erano serviti a nulla.

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    1. Sintomi del burnout? Elencameli, che penso di averceli tutti.

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    2. Si, no. Ma son quella roba lì.
      Cioè quella che ti fa sembrare che le giornate siano di 48 ore anzichè di 24 ;)

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  4. noi siamo ancora fermi al ruolo interscambiabile del poliziotto buono e di quello cattivo... invertire con nonchalance quello di coach motivazionale è davvero al di là dei nostri limiti! Tanta tanta stima per tutta questa pazienza e per la rettitudine morale del consorte... inutile aggiungere che io l'uva l'avrei fregata...
    Già vi amavo, ora rischiate di diventarmi il modello pedagogico ;D ;D ;D ;D

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    1. Leggi il commento di El Gae. Prendiamo a modello pedagogico lui. Lui ne sa, lui ne ha tre e fa più esperienza.
      L'uva non la potevi fregare nemmeno tu, a meno che tu non sia pronta poi ad accettare che i pargoli raccontino in giro che la mamma ruba. :))))))))

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  5. Insistete, poveri genitori bistrattati... A me, per quel che può valere, mio padre aveva insegnato tenendomi la mano sul sedile, dietro il sedere, e tenendomi dritta la bici mentre pedalavo. Poi, quando non me ne accorgevo o comunque andavo bene da sola, senza dirmelo, la toglieva.
    Con l'incorruttibile però non saprei proprio come fare... ;-P

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    1. Fra, questa è stata solo la battuta finale, ma quanto ho corso quest'estate tenendole la bici dritta.... Poi ha voluto di nuovo le rotelline :(
      Per Killó, invece, mah :)))

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  6. Io ho rinunciato a insistere! La bicicletta è lì che aspetta e quando si degnerà di salirci sopra sarò pronta ad aiutarlo.

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    1. Saggia decisione. Non so se riesco a trattenermi :)

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  7. ...anche io sono in attesa che si decida...quest'estate mi sono spaccata la schiena qualche giorno con scarsi risultati e poco interesse... meglio il monopattino ma il problema è che ormai l'ha distrutto... l'estate prossima si vedrà ;-) In bocca al lupo per le prossime pedalate!

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    1. Scarsi risultati e poco interesse. Sintesi perfetta. Ok, con Killó lascio stare, per ora :)

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  8. Come ti capisco!Non.per la bici perche' Fede ha tolto.le rotelle a 4 anni ma proprio in generale...se Fede dice no e non e' convinto di una cosa non si butta nemneno se lo.preghiamo in aramaico...ha i suoi tempi e forzarli non porta a niente..io lo so il papa' anche ma a volte e' cosi' snervante...si punta come i muli ed e' inutile chiedere se si fida di noi la risposta la sappiamo...NO....pero' piano piano si arriva vedrai....

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  9. credo che la sfida, la voglia di essere grandi e saper fare quello che i bambini più grandi sanno già fare, possa essere la spinta giusta! Io da bambina, la più piccola e unica femmina del gruppo di vandali di cui facevo parte, dovevo per forza essere brava come loro a fare tutto, quindi appena le mie gambe sono state lunghe abbastanza ho imparato a pedalare senza rotelline...non so quanti anni avessi ma ero la più gnappa del gruppetto... ora mi sono riscattata e sono pià alta ;)

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  10. "Così siamo al parco, io e il papà ci siamo scambiati occhiate che per me significavano speranza condivisa e incoraggiamento reciproco. Cosa significassero per lui non lo voglio sapere, giacché esiste il rischio che nemmeno le abbia notate e io riesco a sopportare solo poche delusioni alla volta. "
    A questo pnto ho riso tantissimo, potrei quasi quasi linkarglielo qusto post: mi arrabbio sempre quando non coglie le mie occhiate ;) così anche io qualche volta faccio così...

    Bici: ogni cambiamento esige i suoi tempi. Capisco i vostri desideri ma ...le rotelline gliele avete messe voi :) Non è una critica, è un po' come il pannolino: noi glielo mettiamo e poi un giorno si dice ai pupi "da oggi basta, la fai nel vasino..." (non tutti, non proprio così, ma io su queste esempio che mi fece una mamma, riferito per me ad altro, rifletto ad ogni cambiamento che propongo o spingo e non viene accolto bene).

    Noi siamo passati dalla bicina senza pedali a una piccolissima (12) ma senza rotelline, quindi non so aiuarti in pratica. L'ultimo cambio però è stato un po' faticoso, una bici molto più grande (l'altra era troppo piccola ormai e una misura intermedia non aveva senso) e quindi pesante: qualche attimo di stanchezza, un ritorno dalla prima uscita molto molto faticoso (e qui c'è il traffico cattivo da tenere a bada quando torni dal parco, persino la domenica), penso che faremo decantare la cosa per un po'...

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I commenti mi piacciono assai.
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