lunedì 24 febbraio 2014

Mi dissocio e mi sdegno

Venerdì scorso sono stata mio malgrado coinvolta in una spiacevole vicenda che chi mi segue anche su Facebook (link) già conosce, visto la bagarre che ha suscitato.
La riassumerò qui, nella speranza di chiudere questo triste capitolo; non è mio desiderio alimentare polemiche, ma difendere ciò in cui credo.

Venerdì, per caso, noto una foto di Killò all'interno di un brutto collage, usato come apertura del post: “3 cose che la Littizzetto non sa su Bimbi Down e Nutella” di Vito Kahlun. 
L'ho letto e mi sono arrabbiata: oltre al danno di aver utilizzato una foto coperta da diritto d'autore, peraltro di un minore e senza che io abbia firmato alcuna liberatoria, la beffa di vederla pubblicata a contorno di contenuti spregevoli.


Dopo essermi consultata con blogger ben più competenti e aver chiesto un parere legale,
ho mandato all'autore la richiesta di immediata rimozione della foto, senza però ottenere risposte, fino a sabato sera.
Nel frattempo, come se fossi protagonista della peggior Candid Camera, il post ha avuto una diffusione virale, era ovunque. 20.000 condivisioni.
Ho pubblicato questa nota sulla mia pagina:

“NOTA DI SERVIZIO:  una foto di Killò, mio figlio, è stata pubblicata senza la mia autorizzazione e in barba alle norme sul diritto d'autore, ed utilizzata come apertura di questo post che sta facendo il giro del web. Mi preme avvisare che mi dissocio completamente e con fermezza dai contenuti dell'articolo, che in nessun modo rappresentano il mio pensiero e che veicolano peraltro informazioni sbagliate (ad esempio: “I bambini con Sindrome di Down hanno tanta fame” !!!!!!!!!!!!!!!!)
Ho già provveduto ad avvisare l'autore Vito Kahlun @vitokappa e a richiedere l'immediata rimozione della fotografia. Dal momento che non risponde, sono costretta a passare alle vie legali.
Vi prego di cancellare il suo post dalle vostre bacheche e perdonatemi se lo farò anche io nella mia, perdendo i vostri commenti, ma ho perso la pazienza e non voglio sostenere chi fa del web un uso improprio e furbetto.”

Ringrazio le tantissime persone che si sono attivate, che hanno fatto circolare questa nota, che sono andate ad incollarla sotto ogni post condiviso che hanno incrociato. Ringrazio le colleghe blogger, ringrazio le mamme e i papà dei gruppi fb di Genitori di bambini con sdd che frequento, che mi hanno sostenuto e incoraggiato, ringrazio tutti. 
Questa levata di scudi per me, ma soprattutto a difesa di principi etici fondamentali, che valgono nel web quanto nella vita, è l'unica cosa bella di tutta questa vicenda. E sto cercando vi guardare quello, di essere grata, e di non lasciarmi travolgere da tutta la merda in cui ho messo il naso.

Sabato stessa storia: sono continuate le condivisioni, post e foto sono state pubblicate anche da una testata online (che poi ha rimosso l'immagine su mia richiesta)....
In serata, Vito Kahlun è riapparso, gentile, pacato, disponibilissimo a rimuovere la foto e addirittura a darmi spazio da lui, scusandosi, ammettendo candidamente la sua totale ignoranza sulle leggi del copyright e la tutela dei minori, pur essendo un blogger professionista, pur collaborando con testate online. 
Ci siamo confrontati a lungo e siccome la realtà è sempre più complessa e variegata di quello che ci si aspetta, mi sono ritrovata a parlare con un uomo che non è il mascalzone che ti aspetteresti leggendo quel post populista e razzista, ma una persona con uno spessore, che inoltre ha esperienza di diversità sulla sua pelle, di un altro tipo di diversità, ma che dovrebbe ben conoscere l'effetto devastante del luogo comune e del pregiudizio.

Eppure, non ne veniamo a capo. O lui non capisce (e a tratti io mi sento presa in giro) oppure io non mi spiego. E sul web non si valutano le intenzioni, ma ciò che viene scritto.
Gli argomenti sono due: la foto e il contenuto del tuo post.
La foto.
Quando si trova una foto sul web, non significa che sia libera da copyright. Quella in questione è di mia proprietà, come chiaramente indicato dall'apposizione sull'immagine originale del nome del mio blog sovrimpresso (link alla pubblicazione originaria:) secondo le indicazioni previste dalla normativa sul diritto d'autore sulle fotografie.
Inoltre, la foto ritrae un minore ed è pubblicata senza alcuna autorizzazione: è necessaria una liberatoria scritta e firmata da parte mia.

Quella foto, prima di essere rimossa, ha fatto tutto il giro del web e ora è ovunque, quindi non minimizziamo l'accaduto.
E' difficile credere alla buona fede, dal momento che trattasi di un blogger professionista che si definisce “comunicatore professionista”. Mi è più facile credere che abbia commesso la leggerezza di “provarci”, prendendosi anche la briga di nascondere il logo del mio blog che era impresso sulla foto originale stessa. 
Chi lavora nel web, a livello professionistico o hobbistico (come me) DEVE SAPERE che se trova una foto su Google, bisogna controllare la fonte, la licenza, le indicazioni di  copyright. 

Ma lui ammette di non conoscere queste normative di base e di essere blogger da poco.
(...)
Altra sfumatura: nel pubblicare la foto, non ha “urtato la mia sensibilità di mamma” come scrive. Su questo l'ho rassicurato: non hai urtato la mia sensibilità utilizzando una mia foto. 
Hai proprio commesso un illecito, una violazione delle più banali norme, peraltro a carico di un minore. 
Non sono la mamma isterica. Sono una persona che ti grida dietro i propri diritti. 

Il contenuto.

Mi dissocio dal contenuto non tanto perché il monologo di Luciana Littizzetto mi è piaciuto davvero molto e a me è sembrata una riflessione intelligente, amara e di più ampio respiro rispetto a ciò a cui è stata ridotta  (ovvero un appello, peraltro strumentale agli ascolti, a far fare la pubblicità ai bambini con Sindrome di Down).
Mi dissocio soprattutto perché veicola sciocchezze inenarrabili sulla Sindrome di Down, spacciandole per verità scientifiche frutto di una ricerca, con tanto di link di documentazione medica, (peraltro travisati).
Sostenere che “i bambini con Sindrome di Down hanno tanta fame” e non possono mangiare prodotti industriali, ma solo frutta e verdura, peraltro cruda e biologica è un'affermazione assurda, anche solo a buonsenso. E' assolutamente falso. 
Ha la stessa valenza scientifica di questa: “i bambini biondi hanno tanta sete” .
E' una frase che deve essere letta con spirito critico, anche se arriva da una nutrizionista, e non avvallata!
Deve essere bollata come l'ennesimo tentativo di diffondere luoghi comuni, di dire che le persone con Sindrome di Down  sono tutte uguali, di mettere in dubbio la loro dignità di persone. 
Insomma, fra le righe del post, c'è questo contenuto razzista e discriminatorio e vi assicuro che l'autore pare non rendersene conto.

Questo non dà alcun contributo alla causa in cui, in tanti, crediamo, ovvero quella di diffondere un'informazione corretta e di promuovere una cultura della diversità che includa, anzi, va proprio contro.

Leggere questo post fa male, come mamma e come persona, e fa male vedere quante migliaia di volte è stato condiviso (e da chi!).
Sembra confermare che non è stato fatto nessun passo avanti nell'immagine distorta che si ha sulla Sindrome di Down, che tanto impegno non è servito a nulla. Che niente cambierà.

Questo post è l'esempio perfetto di come creare un flame in rete, sparando a zero su qualcosa o qualcuno, per alimentare polemica e guadagnare like e condivisioni. 
Che sia creato ad arte o scoppiato fra le mani non importa: funziona benissimo, porta tante condivisioni . 
Non produce un buon dibattito, solo una levata di scudi di gente che ti dice che sei un razzista e di blogger a dirti che non sei un professionista.
Il dibattito è qualcosa di costruttivo a cui si partecipa senza che nessuno si senta offeso, per riflettere, per capire, per aggiungere senso e non è questo il caso.
Della moralità di questo tipo di operazioni che in rete vanno molto, lascio valutare a voi. 

Io mi dissocio.

Ho fatto una scelta precisa e ritorno nella mia nicchia, a illudermi che sto facendo qualcosa di buono, nel rispetto delle leggi, o almeno che scriverò solo cose inutili, senza però recare danno ad alcuno.

78 commenti:

  1. Ti seguo da sempre, perchè prima di tutto sono una persona che vuole capire, ho ascoltato la Littizzetto e poi ho letto il post che tanto ha infervorato la rete e Tu sei stata la prima persona a cui ho pensato: " ma cosa c... ha scritto Questo, chissà cosa penserebbe Barbara se lo avesse letto". Non ho riconosciuto Killò nella foto. Comunque ti aiuterò nell'unico modo che conosco condividendo, perchè anch'io credo che non siano le sindromi, piuttosto che il colore della pelle o il sesso a caratterizzare le persone, ma sono le persone stesse ad essere uniche, fine, tutto il resto si chiama pregudizio

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    1. Tutto il resto si chiama pregiudizio. Questa frase colpisce dritto allo stomaco. Grazie

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  2. io personalmente ho ascoltato la leti in tv e non la capisco tutta sta polemica scritta da vari post ..l'hanno montato alla grande....quello fatico a capire è il fatto che blogger professionisti o presunti tali facciano queste minchiate

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    1. Perchè Sanremo è Sanremo!!! :))))))))))))))

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  3. Io sono con te.
    Credo tu abbia fatto e stia facendo un enorme lavoro di sensibilizzazione e informazione, i tuoi post mi hanno insegnato tanto, non smettere e non perder la fiducia, siamo in tantissimi ad apprezzarti!
    Sull'ignoranza e l'abuso dei diritti d'autore ci sarebbe molto da dire e non escludo un giorno di pubblicare anche io un post al riguardo, è tanto che ci penso.
    Un abbraccio.

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    1. Cì, tu ci sei sempre, ci sei sempre stata. Ti voglio pure bene :)
      Un po' di sconforto lo sento, ma non riguarda solo il web, che è fatto di persone solo che stanno dietro ad uno schermo.... non so cosa sto scrivendo, ma ho l'impressione che tu sì.
      Ricarico le batterie e torno ;)

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  4. Una caduta di stile notevole. Io spero sempre che anche chi sembra non rendersene conto, sotto sotto, lo faccia, capisca che ci perde come persona a semplificare in questo modo. Silver dice che mi illudo, che nel mondo ci sono molte più persone "medie" di quello che possiamo immaginare, che il messaggio semplice è quello che passa, è quello al quale, alla fine, ci si abitua e la complessità si bolla come eretica.
    Se ti può far piacere, sappi che per me hai ragione tu. Non mollare la nicchia.

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    1. Anche io spero sempre come te, ma poi guardi qui, fai due conti facili e i dati danno ragione a Silver, sui grandi numeri.
      ma i piccoli numeri non sono niente male, a me piacciono;)

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  5. Mia mamma anni fa, quando nacque mio fratello, si ritrovò davanti un muro di ignoranza spaventosa.
    E' terribile vedere come, nonostante gli ormai 43 anni passati, nonostante le sue lotte, questo muro ci sia ancora e altre mamme stanno lottando con la stessa grinta.
    Forza "mammafattacosi", forza Barbara!

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    1. Quel muro è molto più sottile e non so dirti se in tutta Italia, ma nella mia zona sì.
      Sono state le picconate di tua mamma, dei genitori che hanno iniziato prima di noi. Noi continuiamo. Verrà giù.
      Elena, spero di incontrarti ancora.

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  6. ho seguito la vicenda su fb e hai tutta la mia solidarietà. non ho visto il monologo della littizzetto ma ho letto il post che citavi ed era veramente orrendo, pieno di falsità e soprattutto dell'evidentissima intenzione di sparare a zero contro una persona appoggiandosi a quello che lui ritiene un argomento facile e facilmente condivisibile, ovvero il fatto che quella persona avrebbe offeso una categoria di disabili.
    Se questi sono i blogger professionisti, così ingenui e disinformati da non conoscere minimamente le norme sul dritto d'autore e le leggi che regolano il campo in cui operano, allora mi piacciono molto ma molto di più le nicchie, stanne certa...
    un abbraccio a te e a killò

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    1. No, non sono questi i blogger professionisti ;))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
      Niente... è che son felice, tu sai perchè, e a risponderti mi viene solo da sorridere. Ci sono argomenti piu importanti, priorità assolute

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  7. Barbara, ti capisco perchè come praticamente a quasi tutti noi che abbiamo deciso che condividere in rete storie, sentimenti, e per dare concretezza ai racconti per forza di cose anche foto... è capitato o capiterà qualcosa di simile. Una foto di mio figlio Dario gira ormai incontrollata in diversi video e ogni tanto riappare in qualche articolo... dai contenuti fuori controllo (nel bene e nel male... e non sto a raccontare il male...). Tanto che alle prime denunce alla polizia postale (quando sul sito di dario sono comparsi insulti che istigavano al razzismo ed alla soppressione dele persone down... sì, non è uno scherzo!!!) senza tra l'altro alcun esito... ed alle accese discussioni con blogger provocatori e alla ricerca più che altro di facile visibilità a prezzo di persone quasi impossibilitate a difendersi... ho piano piano sostituito una più serena consapevolezza che comunque non è su questi piani che si gioca fortunatamente, il destino di ciò e di chi ci sta più a cuore. Non che io abbia rinunciato a condannare e stigmatizzare certe cose... ma semplicemente ho accettato il "sistema", conscio del fatto che nel bilancio tra costi e benefici che si può fare sulla presenza dei nostri figli sul web... i secondi sono comunque di gran lunga superiori ai primi. Tutto qui...
    Un caro saluto da Alessandro

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    1. Alessandro grazie, mi affido alla tua esperienza perchè sono molto lontana dalla serena consapevolezza ;)

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    2. Ciao Barbara -a anche Alessandro già che ci siamo ;)
      io condivido quello che dite, però da non-blogger e da totalmente inesperta mi sono sempre domandata, perchè mettere on line le foto dei propri figli, alla mercè di tutti? Compresi purtroppo feticisti e pedofili? Nel momento in cui una foto va online può essere condivisa, usata, certo non è giusto ma purtroppo è così... del resto ad esempio in certi Paesi se lascio la bicicletta slegata non me la ruba nessuno, se la lascio slegata in Italia non la rivedo più. Certe cose non sono giuste ma non c'è controllo, per ora.
      Un saluto,
      S.m.

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  8. ho letto l'articolo di cui parli e non mi è piaciuto assolutamente ma credo sia stato scritto proprio per diventare "virale" ed avere un sacco di click....insomma una gran tristezza! l'ho visto condividere in tante bacheche di amici forse poco intelligenti o che condividono senza nemmeno leggere con attenzione.

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    1. idem: ho avuto la stessa sensazione di articolo costruito per cavalcare l'onda (e anche sulla mia home di facebook ha fatto la sua comparsa postato da altri)

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  9. ciao, sono arrivata al tuo blog per caso. Ho intuito quello che è successo e ti appoggio pienamente! Condivido il senso di schifo e di impotenza che a volte ci prende e supera la voglia ed il desiderio che abbiamo di scrivere e di condividere. Penso, comunque, che si debba fare qualcosa per tutelarsi e per "far pulizia" in questo nuovo sistema di comunicazione 2.0, senza arrendersi...e mi sembra che tu di forza e di coraggio ne abbia da vendere! Se hai bisogno di appoggio mediatico siamo volentieri dalla tua...mettiamo il nostro portale a disposizione. Se vuoi contattami pure in pvt, mi trovi su FB. Un abbraccio!

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    1. Patrizia, ti ringrazio della proposta (che però non ho capito). ti contatto :)

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  10. Concordo su tutta la linea e ti abbraccio

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  11. Ciao,
    purtroppo conosco l'autore, e si ha anche lui la sua "diversità" eppure è proprio da questa che parte tutto il suo "razzismo". e purtroppo non se ne rende conto, temo non se ne renderà mai conto...

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  12. Concordo su tutta la linea e ti abbraccio

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  13. Hai fatto benissimo e non credo che questa persona abbia uno spessore come dici tu. Secondo me ci marcia. Continua a fare la tua battaglia sia per le foto rubate che per i contenuti del post di questo individuo.

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  14. Ciao Barbara.
    Mi chiamo Ernesto, e sono finito su questa storia per caso sabato, quando un'amica scrittrice di libri per bambini ha pubblicato il suddetto post del famigerato signor Kahlun.
    Questo è quello che ho scritto sotto il suo articolo, e ripetuto sotto il post su Facebook della mia amica:

    "Capisco che avere tanti commenti fa salire le tue quotazioni, caro Vito Kahlun, ma il tuo post è inutile. Sopratutto perchè è una non notizia.
    Ti dico solo una cosa: ma lo sai che uno dei 2 figli adottivi della Littizzetto è down?
    Vergognati..."

    Io una volta ero fotografo professionista, e devo dire uno dei tanti motivi per cui mi sono stufato di esserlo ancora è proprio questo: vivere con gente che dei diritti universali dell'essere umano fa carta straccia.
    Mi ero stufato di dover rivendicare il mio lavoro, l'utilizzo becero, non retribuito, sbagliato che a volte fantomatiche agenzie fotografiche facevano della mia passione.
    Purtroppo, viviamo in un mondo in cui la bellezza e l'armonia sono solo discorsi da fare per farsi belli davanti alle telecamere o più semplicemente davanti alla bellona di turno.
    Hai tutta la mia solidarietà.
    Condividerò fino alla noia questo tuo post, e lo sto girando ad amici giornalisti seri televisivi.
    Così il suddetto pseudo finto tonto forse si sveglia...
    Pace e bene...

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    1. Ernesto, ma lo sai che a me non risulta proprio che la Luciana abbia un bambino con Sindrome di Down? :)))))))) Questo nulla toglie alla forza del suo discorso e al grazie che ti dico io per questo tuo piglio battagliero :)

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  15. Mi dispiace per la tua disavventura. Alessia

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  16. Come ho cercato di dire anche su fb, ma non credo si sia colto, hai perfettamente ragione, la cosa è grave perchè tuo figlio è un minore e la sua foto è stata usata senza alcuna liberatoria.
    Il fatto che l'articolo a cui era associata sia indecente è una cosa che rende tutta la vicenda doppiamente brutta. Io non conosco niente della sindrome di Down, se non quello che ho letto qui da te, perchè sono una egoista, e scelgo di non sapere perchè sapere mi fa paura. Però il senso delle parole della Littizzetto (che ho sentito in diretta) non mi sembrava proprio quello espresso nel post "incriminato", anzi, mi pareva tutto il contrario.
    Io spero che la giustizia faccia il suo corso e la persona che ha sbagliato paghi, perchè l'ignoranza della legge non è una giustificazione. A maggior ragione se ci sono in mezzo dei bambini.
    Ti abbraccio e sono solidale con te. E ti suggerirei di togliere le foto dei tuoi figli dal web, per proteggerli e proteggerti. Pure se sarebbe un peccato perchè sono bellissimi bambini e tu sei una persona generosa a volerli condividere con il mondo. Io che appunto sono una egoista non lo faccio.
    Baci grandi.

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    1. Sei anche molto sincera :) e non sei certo l'unica che prova questa paura. Se però qui da me hai notato che Killò è un bambino prima di tutto, direi che sulla sindrome di down ne sai già abbastanza :)

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  17. Non sapevo e sono sdegnata! Vergogna a loro e un abbraccio a voi!

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  18. Come papà di Killò, marito di Barbara e soprattutto come persona che si impegna costantemente su questi temi, vorrei far presente al sig. Kahlun che dal mio punto di vista egli ha voluto usare la "tutela" delle persone con SD come arma contro Luciana Littizzetto e non in quanto "paladino" dei diritti civili di chi generalmente viene marginalizzato e discriminato. Da uomo a uomo, caro blogger, a me non la racconta: ho provato a vedere sul suo blog e non ho trovato alcuna traccia di tanto fervore nel sostegno delle persone con handicap, usarlo oggi come clava mi appare alquanto strumentale (e onestamente lo trovo spregevole). Uno degli aspetti che più mi ha amareggiato di tutta la vicenda è il fatto che Lei abbia anteposto la sua smania di celebrità (++Nmila condivisioni! Grazie, grazie!++) al bisogno di integrazione che i bambini e le altre persone con SD (ma potremmo parlare di qualsiasi altra disabilità o condizione di difficoltà, abbiamo in questi anni conosciuto bambini, donne e uomini straordinari che affrontano situazioni durissime con una tenacia che commuove). Io credo che sia necessario rivoluzionare il concetto di normalità, bisogna saper vedere le persone e sentire il loro cuore, il fratello più forte deve sostenere quello più debole! Mi pare che Lai abbia perpetrato l'aspetto più becero della nostra società in questi anni e cioè interpretare la politica come tifoseria, triturando chi sta in mezzo senza troppi complimenti. Personalmente non ripongo in Lei molta fiducia visto il suo comportamento; spero che queste riflessioni possano comunque aiutarla a fare meno danni in futuro e a capire che non ha dato un contributo positivo all'apertura di una discussione sulla diversità (nemmeno Lei è così sprovveduto da crederci), ha solo cavalcato lo spirito di quanti polemizzavano con i cachet sanremesi (che ritengo essere un problema sideralmente secondario rispetto a quanto sin qui dibattuto!).

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    1. Il signor Kahlun continua a rispondere in rete a chi lo attacca.
      Siamo al paradosso per cui ora è lui quello ferito...
      "Gentile Signore, quello che scrive mi ferisce. Non mi sono mai erto a paladino delle persone con sindrome di Down, ho semplicemente affermato che trovo vergognosa la strumentalizzazione che Littizzetto fa di Nutella. Il punto centrale del post era: perché la Littizzetto non cede il suo testimonial? Personalmente non ho niente in contrario alla scelta di testimonial down per la promozione di prodotti commerciali.

      Lei mi accusa inoltre di non aver trovato traccia del mio impegno. La invito a dare un'occhiata ai miei blog su Linkiesta.it e FrontPage. La invito a vedere la pagina Roma dica no ai raduni fascisti, fondata da me con altri amici, dove abbiamo difeso i diritti dei siriani, quelli dei gay, recentemente quelli degli Ucraini, e abbiamo parlato - in più occasioni - della bellissima realtà della Locanda dei Girasoli a Roma (https://www.facebook.com/527102027318469/photos/a.527564490605556.134565.527102027318469/759024060792930/?type=1&theater). Noi amiamo la diversità e se sbagliamo, in questo caso sbaglio, lo ammetto. Ma non accetto che la mia buona fede sia messa in discussione. Non lo accetto perché queste battaglie le porto avanti da anni. Non lo accetto perché sono una persona per bene. Come ho scritto a Barbara e sulla mia pagina, queste riflessioni sono state per me molto importanti. E la mia sincera speranza è quella di riuscire a fare qualcosa di più in futuro. A partire da subito (http://vitokappa.wordpress.com/2014/02/24/indovina-chi/). Chi non fa non sbaglia. Io faccio e mi creda il mio sforzo per sbagliarmi il meno possibile sarà sicuramente maggiore in futuro. Mi scusi ancora."
      Io gli ho risposto così:
      "Gentile Signore, quello che scrive mi ferisce. Non mi sono mai erto a paladino delle persone con sindrome di Down, ho semplicemente affermato che trovo vergognosa la strumentalizzazione che Littizzetto fa di Nutella. Il punto centrale del post era: perché la Littizzetto non cede il suo testimonial? Personalmente non ho niente in contrario alla scelta di testimonial down per la promozione di prodotti commerciali.

      Lei mi accusa inoltre di non aver trovato traccia del mio impegno. La invito a dare un'occhiata ai miei blog su Linkiesta.it e FrontPage. La invito a vedere la pagina Roma dica no ai raduni fascisti, fondata da me con altri amici, dove abbiamo difeso i diritti dei siriani, quelli dei gay, recentemente quelli degli Ucraini, e abbiamo parlato - in più occasioni - della bellissima realtà della Locanda dei Girasoli a Roma (https://www.facebook.com/527102027318469/photos/a.527564490605556.134565.527102027318469/759024060792930/?type=1&theater). Noi amiamo la diversità e se sbagliamo, in questo caso sbaglio, lo ammetto. Ma non accetto che la mia buona fede sia messa in discussione. Non lo accetto perché queste battaglie le porto avanti da anni. Non lo accetto perché sono una persona per bene. Come ho scritto a Barbara e sulla mia pagina, queste riflessioni sono state per me molto importanti. E la mia sincera speranza è quella di riuscire a fare qualcosa di più in futuro. A partire da subito (http://vitokappa.wordpress.com/2014/02/24/indovina-chi/). Chi non fa non sbaglia. Io faccio e mi creda il mio sforzo per sbagliarmi il meno possibile sarà sicuramente maggiore in futuro. Mi scusi ancora."
      Incredibile...

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    2. Ops ho sbagliato a ricopiare l'intervento del Kahlun anzichè il mio...
      "Caro Vito, tu dici di essere ferito. Ma non potevi pensarci prima di essere ferito di pubblicare una fotografia di un minore che sopratutto non è tuo figlio su di un blog con un post che non ha né capo né coda? Te lo dico perché io per anni, in qualità di fotografo professionista, ho dovuto affrontare problemi con la giustizia mio malgrado proprio per colpa di gente come te. Prima di impegnarsi in battaglie nobilissime, studiare un po' e fare attenzione ai diritti altrui non sarebbe cosa sbagliata..."
      Pace e bene...

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    3. Naturalmente il messaggio riportato da Ernesto è rivolto al Papà di Killò.

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    4. Mi dispiace che non creda alla mia buona fede, ma come riportato sopra credo di aver dimostrato - nel tempo - di aver fatto battaglie tutto fuorché opportuniste. Pensare che un errore sia definitivo e irreparabile non fa parte della mia cultura. Mi piace invece pensare che gli errori possano essere un punto di partenza, qualcosa da cui far nascere qualcosa di buono. Spero che mi creda, ma convincere una persona attraverso una tastiera non è proprio semplice.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    6. Facciamo uno sforzo sgomberare dal campo temi inutili e per rimanere sul punto in questione: trovo lodevole l'impegno di chiunque per le battaglie culturali che Lei ha citato, a prescindere se siamo d'accordo o no (sui diritti dei gay non ho dubbi su tutti gli altri temi non ho sufficiente conoscenza per prendere una posizione certa), queste battaglie però devono rimanere sul loro tema. Traduco: se lei è in disaccordo con Luciana Littizzetto o chiunque altro su qualsiasi argomento che le sta a cuore, ha tutto il diritto di esserlo. Quello che non risulta corretto è di utilizzare dei temi così importanti come strumento, cosa che Lei a mio giudizio ha fatto. Non so se in buona o cattiva fede, se il suo approccio fosse stato più umile mi sarebbe stato più semplice crederle. Non le nego in alcun modo la possibilità di fare del bene in futuro, anzi la invito a farlo. Mi riesce però troppo difficile pensare che Lei, così impegnato su temi principalmente di altra natura, si sia sentito toccato nell'intimo da questioni che invece riguardano la persona con disabilità che è e deve rimanere un tema esterno al colore politico. Anch'io posso sbagliare, non ho mai affermato di essere infallibile, quindi si figuri se non sono incline a offrire possibilità di umana riconciliazione. Però caro Vito, se lo lasci dire, la pianti qui con queste menate web del post uscito male, cerchi di informarsi sui reali problemi delle persone disabili, si cerchi delle associazioni vicino a lei, vada a conoscerli e si metta nei panni delle famiglie che tutti i giorni fanno i conti con il vedere considerati "inferiori" i propri figli: secondo lei non desiderano più di ogni altra cosa che anche i mezzi di comunicazione di massa riconoscano finalmente che sono persone normali e che sono i loro problemi ad essere "speciali"?
      Matteo, papà di Killò

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  19. Ciao,io sono molto ignorante in materia di copyright, ma siccome ho un blog anche io, la questione mi interessa molto...come si difendono i diritti di autore? Io per ora ho inserito solo la licenza creative commons, perchè non so assolutamente come assegnare un copyright al blog!
    Per ora nel dubbio, e purtroppo a fronte delle brutte esperienze altrui, cerco di non inserire immagini dei miei bimbi, è una triste limitazione, ma visti i furbetti!
    Per quanto riguarda la tua brutta esperienza, ho letto anche io l'articolo e lì per lì mi sembrava anche...interessante...poi ho letto i tuoi commenti e in effetti mi hanno aperto gli occhi su quanto fosse denso di luoghi comuni e pertanto ghettizzanti per le persone con la sindrome di down. condivido assolutamente il tuo punto di vista e cerco di supportare (nel mio piccolo) la tua battaglia (non ho condiviso il link e provvederò a informare chi l'ha fatto, saluti e buona fortuna

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    1. Val, fai una domanda che richiederebbe una risposta lunga, articolata. io nono sono un'esperta ma se cerchi, troverai tante informazioni in rete. Consiglio Retelab.it

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  20. Ciao! Io ho avuto solo ora la possibilità di commentare, anche se ho seguito tutto da cellulare e ho ricondiviso a piene mani il tuo messaggio su Fb. Ora spammo anche questo, naturalmente. Un abbraccio forte.

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    1. grazie delle spammate :)))))))))))))))))))))

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  21. Barbara, mi dispiace che sia successo a te.
    Tieni duro, noi ti aspettiamo qui nella tua tana.

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    1. mi hai fatto sorridere. Ci riesci spesso. Sono già qui nella mia tana: bausetteteeeeeeeee :)

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  22. Non commento la vicenda (nonostante io sia assistente nelle scuole con bambini autistici e down, quindi di esperienza, ne ho), ma vorrei commentare una sola cosa:
    "Quella foto, prima di essere rimossa, ha fatto tutto il giro del web e ora è ovunque, quindi non minimizziamo l'accaduto."
    veramente, quella foto ha fatto il giro del web ben prima del post di quell'altro. Ha fatto il giro del web nel momento stesso in cui VOI l'avete pubblicata sul blog.
    Concordo sul discorso copyright, ma poi commenti al limite del "ommioddio, la foto di mio figlio in giro per il web! E' grave!" eh si, sarà pure grave.. ma ce l'avete messa voi sul web eh.. poche storie..
    Meno foto di minori sul web, e di questi problemi vedi che non hai.

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    1. Hai lasciato un commento di rara antipatia :)
      La gravità sta nel calpestare i diritti degli altri, anche se si tratta di una foto. Tu dici che
      In sostanza la colpa è mia.
      La scelta di pubblicare immagini del mio bimbo aveva un senso e un significato nel momento che potevo decidere io il contesto e il motivo. E se ho sbagliato, non spetta a te giudicarlo, soprattutto con questi toni. Noterai che io non ho infranto alcuna legge. E poi anche ciao.

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    2. Mamma Nerd,
      Che razza di discorsi sono? Diamo i numeri?
      Le leggi vanno rispettate, non sono io a non dover mettere la foto di un minore sul web, è il signor Vito o chi per lui a non doverla usare/abusare senza la mia autorizzazione!
      Un commento che mi ricorda tanto quando di fronte ad uno stupro si giustifica il delinquente nell'abbigliamento delle donne… "Certo, se l'è cercata!"
      Almeno il signor Vito si è scusato, la sua posizione è invece del tutto gratuita.

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    3. Ciao, arrivo a questo blog proprio tramite il post incriminato, quindi tutto sommato lo stimolo al "dialogo" c'è stato. Ho letto il post di Vito e poi la replica di mammafattacosì. Prima di tutto, mi ha fatto pensare bene ai link che pubblico su Facebook.
      Poi è arrrivato immediato il pensiero al fatto che la prima a pubblicare la foto di suo figlio sul web è proprio la mamma.... Il che non autorizza nessuno a condividerla a sua volta, ma nella mia semplicità, dico che davvero le foto dei propri figli non dovrebbero andare sul web. Questa è la tutela che possiamo dargli.
      Katia

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    4. Scusa ma la ritengo una stupidaggine.
      Una foto è inerente la sfera della comunicazione visiva. Una foto, nel suo contesto (contesto scelto dal genitore) dice più di mille parole ed è un modo di esprimersi.
      Tutelare è non dare dati riconoscibili, non usare una fotografia.
      Infatti per legge un genitore può usare una foto, se lo ritiene opportuno. Un estraneo non può riutilizzare una foto.

      Dire che pubblicare la foto del proprio figlio sia non tutelare il proprio figlio è ignoranza.
      Ovviamente per tutto quello che fanno i genitori, è il loro buonsenso che li deve far scegliere il contesto adatto.

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    5. Ci sarebbero tanti punti da commentare… mi limito ad un paio:
      1- Se qualcuno volesse usare una foto dei miei figli, presa dal mio blog, una dose di decenza umana minima suggerirebbe che mi contattasse prima di farlo. Non e' assolutamente colpa di chi scatta la foto e la pubblica, come complemento visivo del proprio blog, perche', esattamente come ha scritto qualcun altro sul discorso della violenza, se il tuo ragionamento fosse corretto, allora ci sarebbe da giustificare ad esempio il furto di portafoglio (ma chi ti ha detto di portarti dietro soldi?meno soldi addosso, e questi problemi vedi che non ne hai) o quello di macchina (lasciala a casa, o comprati un rottame, e di questi problemi vedi che non ne hai). Il tuo e' un ragionamento pericoloso, quando si decide di ribaltare i diritti delle vittime e considerarli cause del crimine cui sono state sottoposte si rischia di offuscare il problema.
      2- Vito ha commesso un errore, utilizzando una foto di un bambino (per ignoranza dice, e' un errore che avrei magari fatto anche io) senza autorizzazione. Dovrebbe chiedere scusa, spargersi cenere sul capo e non farlo più. Siccome poi la sua opinione sull'argomento bambini down e' stata sputtanata da persone che con bambini sd ci vivono, sarebbe un bel corollario alla vicenda se facesse del volontariato con famiglie e bambini con sd , assieme magari ad una donazione ad un'associazione che si occupa di bambini con problemi. Così fare esperienza diretta e magari scoprire che tante delle informazioni che aveva sull'argomento sono sbagliate. Ecco, sarebbe un finale da tripudio e spunto per un post sull'argomento, ma questa volta basato su esperienza.

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    6. Claudia e Moky, grazie. Dovete perdonarmi se non commento ulteriormente e spero capirete.
      Inoltre il signor Vito si è scusato pbblicamente e, in seconda battuta, ha rettificato i contenuti del post, ammettendo l'errore e ha pubblicato un nuovo post sui più diffusi pregiudizi sulla Sindrome di Down. :)

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  23. Non guardo la televisione e non ho voluto vedere il video della Littizzetto nemmeno dopo aver letto quel post di cui parli, pubblicato su facebook da un mio contatto.
    E' questo il motivo per cui non ho lasciato commenti all'autore, ma ho provato fastidio leggendo quelle righe, ci ho visto dietro ignoranza sulla tematica e luoghi comuni che altro non possono fare se non ghettizzare.
    Mi dispiace ancor di più sapere che le foto pubblicate (a questo punto credo che il discorso valga anche per quella della bambina) siano state placidamente prese dal web. E non posso davvero credere a questa totale ingenuità da parte dell'autore!
    Da parte mia quello che posso fare ora è diffondere questo tuo post.

    Chiara

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    1. Da parte mia, invece posso ringraziare :)

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  24. Ti seguo sempre con grande piacere, leggo e mi emoziono con i tuoi racconti. Odio chi si nasconde dietro finto buonismo condividendo realtà che neanche conoscono, infatti raramente condivido certi link e di proposito non ho neanche letto il post di cui parliamo. Ti abbraccio forte e un bac8 a Killò

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  25. Non ti conosco e non voglio entrare nel merito del discorso sui bambini down perchè non è questo lo scopo del mio messaggio.

    Quello che posso dire è che lavoro in ambito web e qualunque professionista sa che le immagini non si possono utilizzare a proprio piacimento. Il fatto che esista Google immagini, non vuol dire che quelle immagini si possano utilizzare, se non a scopo puramente non-pubblco (leggi: sul tuo computer, pubblicare un articolo su un blog non è scopo personale).
    Se si vuole utilizzare un'immagine si compra, ci sono delle aziende che offrono questo servizio.

    Tutti gli altri punti di vista sono FUFFA.
    Il fatto che normalmente si faccia uso di immagini prese dal web, non vuol dire che sia lecito farlo.
    Il fatto che vengano utilizzate foto di bambini è ancora più GRAVE, e sempre per una questione legale, non un punto di vista soggettivo.

    La cosa buona (ma anche no) è che sul web è sufficiente chiedere di rimuovere una immagine per non dover finire in causa e che se l'immagine "sharata" di partenza viene sostituita, sparirà dalla bacheca degli utenti, fossero anche un milione di utenti.

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    1. Claudia, ci sono professionisti che sanno come ci si comporta e fanno il loro lavoro nel rispetto delle leggi. Non vorrei si capisse dal mio post che sto cercando di fare di tutta l'erba un fascio :)
      Gli altri, fanno danni.
      La foto purtroppo è stata ripubblicata su altre testate online, dovrei battere il web, inviare email per la rimozione. Mi sono stati segnalati altri cinque siti. Sto provando a stare dietro a tutto (ma non ci sto riuscendo bene ;)

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  26. Io non ho visto il video della Littizzetto, poi mi è arrivato su fb l'articolo incriminato e l'ho letto poco attentamente proprio perché mi mancava il prima. Ho subito pensato a te e avrei voluto chiederti cosa ne pensassi, poi mi sono detta "che scema, figurati se tutti le inoltrassero gli articoli che parlano di sindrome di down... Penserà che non sono in grado di farmi un'idea da sola.."
    All'inizio ho creduto nella buona fede dell'autore, poi leggere te e gli altri commenti qui mi ha fatto venire dei dubbi. A parte la questione della foto, che mi pare lampante.
    Il problema, e forse dirò una cosa super banale, è che ognuno di noi è preparato su tante cose e impreparato su tante altre e credo che ognuno sia vittima di qualche pregiudizio, magari anche senza rendersene conto, sulle situazione che meno gli sono vicine. Credo che la cosa più importante sia appunto il dialogo, il confronto, il conoscersi e, poi, il saper riconoscere di aver sbagliato.

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    1. Cara Dana, insomma, mi pensi ;))))))))))))
      Il pregiudizio strisciante, quello che si ha senza rendersene conto, è il più difficile da superare. Anche io ne ho, che sia chiaro. Purtroppo.
      Grazie delle tue parole, per nulla banali, davvero

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  27. Io manco ci vado a vedere il post di quello là. Non se lo merita un altro click. Ne ha avuti fin troppi. È, come hai detto anche tu, uno che ci ha provato. E gli è andata bene.. perché su fb è facile trovare pecoroni.
    A mamma nerd invece vorrei dire che la tua esperienza poco ti è servita se commenti in qs modo.
    La sindrome di Down fa paura. A tante donne incinta che vivono la gravidanza con questo spettro nella mente , a tante donne che un bambino down, alla fine, hanno deciso di partorirlo e ora devono affrontare "le conseguenze " della loro scelta.
    Non prendiamoci in giro, a tutte fa PAURA.
    Venire qui e sbirciare un po ' di Killò, nel contesto che decide di mostrare la sua mamma, venire qui e riempirsi gli occhi di quel bambino non può che fare bene.
    È terapeutico per chi si trova nella stessa situazione ed è un'occasione di crescita per tutti gli altri. Un modo per guardare e apprezzare la bellezza della vita da un'angolazione diversa.

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    1. mi ha emozionato il tuo commento, per la sincerità di ammettere le paura, proprio qui da me.
      La conosco bene quella paura, l'ho vissuta in pieno anche io, qualche volta anche ora. Poi si capisce, vivendola, che è la sindrome a fa paura, non Killò, non i bambini che la hanno. Solo vorrei che qualcun altro, da queste pagine, vedesse questa mia stessa consapevolezza e tu me lo stai confermando. Fa bene. Grazie

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  28. Ho letto, ho seguito e sono assolutamente solidale con te... già è grave quando la gente nel web/nei social, ruba foto di lavori e li spaccia per suoi... ma prendere la foto di un minore (ma anche se fosse stato maggiorenne) per usarla a piacimento è cosa moralmente molto molto molto più grave! Per dimostrarti la mia solidarietà, ne parlo proprio oggi nel mio blog. Vi abbraccio.

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    1. Grazie Elisabetta. Il post è qui http://www.bimbumbeta.com/2014/02/post-in-lettura-undici.html

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  29. ho seguito questa vicenda su Facebook e ti dico che hai fatto benissimo a pretendere con fermezza la rimozione dell'immagine di tuo figlio. E il blogger in questione (vogliamo chiamarlo tuttologo?), che scrive di sè "Per lavoro faccio comunicazione aziendale e politica" dovrebbe farsi un bel ripasso generale dell'abc.

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  30. Beh ma, che brutto mondo. Non sapevo nulla, leggo solo ora. Molti abbracci. Mamma nerd, taci che è meglio.

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  31. Sostengo il tuo pensiero e il tuo modo di agire in toto. Tu sai cosa è meglio per il tuo bambino ed è giusto come ti sei mossa ed è per questo che ho fatto girare il tuo post allora e questo post adesso.

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  32. Barbara sei una grande ed anche tuo marito...avete detto parole importanti che condivido in pieno...per questo e' da sabato che rispondo a tutti quelli che condividono il.link del tizio con il tuo post sui bambini modelli con sdd...io trovo che il messaggio della Litizzetto sia stato imprtante " i bambini con sdd sono persone sono bimbi non sono una sindrome" ma al di la' di questo pensiero personale e' importante che non si usino categorie di persone (per di piu' indifese) per colpirne altre...e' davvero meschino...Barbara e family sono con voi!

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    1. Grazie!!! E, tu che sei una mia super super affezionata, avrai notato che Matteo interviene solo per cose importantissime. Ho quasi paura quando commenta :)))))))))))

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    2. Credo sia la prima volta che mi capita di leggere parole di tuo marito e sai cosa ho pensato? Degno marito di Barbara...la vostra sensibilita' e' rara ed anche la vostra capacita' di andare dritti al punto anche quando e' doloroso...e sai cosa ho pensato anche? Sono contenta che accanto a Barbara ci sia una persona cosi' bella..
      Killo' e Biondazzurra sono bimbi fortunati ....ti sembrero' troppo zuccherosa ma sono solo sincera...

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  33. non ti conosco e non avevo mai letto il tuo blog ma approvo in pieno la tua indignazione per una cosa che anche chi non e´addetta ai lavori sa: non si rubano foto di bambini per creare post senza il consenso genitoriale! io quel post l ho visto e non l ho condiviso perche mi e´sembrato una cazzata immane e solo un modo per attirare consensi a chi aveva denigrato la littizzetto. cé´sempre voglia di fare polemica e di andare sopra le righe, c eé´sempre vglia di fare gli alternativi intelligenti , cé´sempre voglia di distinguersi dalla massa e se una littizzetto fa un discorso a sanremo, o altri personaggi pubblici su qualsiasi altro tema, ci sar´sempre qualcuno che li accusera di essere demagogici e populisti
    e´tremendo questo voler a tutti i costi dire cose diverse e intelligenti, ecco cosa causa poi.
    condividero´sicuramente questo tuo post
    Zeila

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    1. Zeila, "cazzata immane" l'hai scritto tu, ma quanto mi piace :))))))))))
      La polemica inutile mi infastidisce molto, sono con te e spero di rivederti ;)

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  34. ciao, mi chiamo cristiano e volevo dire 2 cose: io amo da sempre i down, non so dirti perché, ma a vederli mi si riempe il cuore di gioia e dentro di me dico sempre: "che Dio ti benedica". però 2 cose secondo me vanno chiarite: 1) è vero che tu puoi pubblicare la foto di tuo figlio e nessun altro lo può fare senza il tuo permesso (stesso discorso per le ragazze violentate o altro che ho letto nei commenti in questa pagina), purtroppo devi però renderti conto che c'è un aumento esponenziale di gente a cui non gliene può fregare di meno. è sbagliato? certamente, ma è la società che ci troviamo a vivere adesso ( pensa solo al turismo sessuale in thailandia, dove persone di tutti i ceti vanno con le/i bambine/i.....io li brucerei vivi). 2) ho letto l'articolo in questione, e secondo me, in alcuni punti c'è da ragionarci a mente libera. mi spiego: non sto sindacando sulle norme alimentari o quant'altro (ne sai a pacchi più di me), ma su quello che ha detto la littizzetto: far fare le pubblicità a persone down....io non avrei nessun problema a vederle (proprio per quello che ho scritto all'inizio), ma io non sono tutti, mentre a tutti è rivolta la pubblicità (ti faccio un esempio: pensi di essere pronta a vedere pubblicità con 2 uomini che si baciano per reclamizzare un profumo? alla famiglia del mulino bianco composta da 2 gay e i bambini? le faresti vedere ai tuoi figli?). un'azienda, che comunque deve badare al bilancio, deve fare pubblicità che comprendano tutti, non solo questo o quello. la littizzetto ha fatto un nome ben preciso: ferrero. perché? nel suo discorso poteva dire che la prossima pubblicità coop lei si sarebbe fatta da parte a favore di un down, ma non l'ha fatto...... mi viene in mente il detto: tutti finocchi col culo degli altri. ecco, io ho visto queste cose nell'articolo, e forse ti possono dare un punto di vista diverso su cui confrontarti. saluti a tutti voi e un bacio a killò

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  35. ciao Cristiano, mi piace molto il modo cortese con cui sei riuscito a raccontarmi la tua opinione e spero che tornerai a leggere quello che desidero risponderti.
    punto 1. ci sto pensando molto in questi giorni, perchè i furbi ci sono e non sono certo incappata nel peggiore. devo prendere delle decisioni importanti su questo blog, sulle foto che contiene. grazie, perchè vedo che la tua preoccupazione è sincera.
    punto 2. dell'articolo in questione, la mia critica va solo all'aver pubblicato informazioni sbagliate sulla sindrome di down. Per il resto, per tutti i temi che anche tu hai visto, semplicemente abbiamo opinioni diverse e questo va bene, e sono argomenti che non mi interessano granchè, soprattutto usati così, per fare polemica. Le opinioni diverse dalla mia, esposte con serenità, come hai fatto tu, per parlarne, invece mi piacciono. Mi chiedi una cosa particolare e ti rispondo: non avrei alcun problema a parlare ai bambini, a spiegare se mi faccessero domande di frontead un bacio fra due uomini o davanti a famiglie con genitori dello stesso sesso. Non ho alcuna difficoltà a parlare di persone che si vogliono bene, che si amano, che vivono la loro vita senza danneggiare gli altri. Faccio molta più fatica davanti ai telegionali, perchè non riesco ancora a dire a loro che ci sono uomini che maltrattano e uccidono le mogli e le fidanzate, che fanno male ai bambini, oppure che ci sono le guerre, la fame. Sul quello andiamo a piccole dosi, ma sull'amore e il rispetto delle scelte degli altri abbondiamo ;)
    Il tuo bacio a Killò lo do volentieri! A presto

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    Risposte
    1. ciao barbara, ti ringrazio (sono cristiano) per le belle parole. io sono nato (purtroppo ;-) ) quasi 47 anni fa, e certi valori allora te li insegnavano (cortesia, rispetto ecc.), al contrario di oggi......ho una nipote di 17 anni (la luce dei miei occhi) e per me è già pronta la galera, nel caso qualcuno osi solo pensare di farle del male!! è vero, abbiamo posizioni diverse riguardo all'omosessualità (ma forse non tanto). vedi, io non sopporto le cosiddette "checche", che devono per forza far risaltare la loro "diversità" con comportamenti che definire indecenti e dire poco (e non sono un bachettone, tutt'altro.....). se dovessimo tutti comportarci così, lo faremmo in strada sotto gli occhi di tutti ( queste sono perversioni).....ecco, questo per me non è amore. ci sono gay dichiarati che vivono e lavorano tranquillamente, hanno le loro storie ma le vivono nell'intimità della propria casa.....non mi piace il gay pride, perché per me fa vedere alla gente il lato sbagliato dell'essere omosessuali, cioè che tutti vanno con tutti senza nessuna moralità....e questo, se è vero che da un lato mette in evidenza che anche loro esistono, dall'altro fa si che la gente confermi il pensiero che sono tutti così, pervertiti e basta. devono avere gli stessi diritti (come coppie) delle coppie "normali"? si, sono d'accordo. ma non tutto deve essere imposto con la forza (parlo anche di jus soli, di immigrazione ecc), perché altrimenti la gente si ribella. deve avvenire naturalmente.... poi questo è solo il pensiero di una persona lontana anni luce dalla perfezione, quindi.....
      ciao cristiano

      Elimina
    2. Cristiano io trovo altrettanto fstidioso e perferso le persone con un uso del proprio copro che non approvo, tatuaggi, piercing, atteggiamenti da macho a tutti i costi, donne e ragazze a cui vieen messo a credere che il solo modo di porsi nel mondo sia quello di dare l' idea della totale disponibilità sessuale. E essendo tua coetanea ti assicuro che i valori che dici li insegniamo noi tutti i giorni ai nostri figli, mentre quando eravamo noi piccoli i bulli, i violenti e i ragazzini che davano fuoco ai gatti c' erano lo stesso. Questo per dire che 'concedere' a qualcuno il diritto di essere chi vuole purché si nasconda per non dar fastidio ai nostri occhi benpensanti o altropensanti, o dire che c' è un lato sbagliato nell' essere omosessuali, down, negri o altro, non è sinonimo ne di tolleranza ne di apertura mentale. Sarebbe come dire alla qui presente Barbara che va bene Killò, ma è meglio se lo tiene chiuso in casa così gli altri che hanno paura della disabilità non si straniscono se lo vdono per strada, dioneliberi a scuola con altri bambini e manco per sogno in chiesa o l' incenso va a male. come non ci verrebbe neanche in mente di dire Barbara una cosa del genere, così dovrebbe essere per qualsiasi altro gruppo di persone accomunate da situazioni che non sono le nostre.

      È un serpente che si morde la coda. O si accetta il pacchetto completo o nulla. Perchè magari il sambista che al Gay pride ti fa tanto schifo potrebbe essere il vigile del fuoco che tira fuori tua nipote da una casa in fiamme, o l' infermierre nel' ambulanza che ti fa il massaggio cardiaco e ti fa salvare la pellaccia.

      (Poi quello che dici delle checche è riconoscibilissimo, sai che ci sono fior di studi che dicono che certe reazioni esagerate di certi uomini nascondono il desiderio represso per l' amore omosex? Ovviamente non è il tuo caso, però io da quando lo so non riesco più a sentire seriamente chi dice certe cose, me lo immagino a sbavare segretamente dalla voglia di infilarsi delle piume di struzzo rosa fluò nel didietro, a te non non verrebbe in mente?)

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  36. Ti rispondo anche qui: Barbara io lo sapevo già, e sono sicura pure tu, che ci sono persone convinte del fatto che le foto dei minori non devono mai essere pubblicate sul web. Spesso siti e/o blog pubblicano post in cui spiegano i motivi. Ognuno ha la propria opinione in merito e non aver rispetto per le idee altrui è una cosa che non mi piace. Io in parte son d'accordo con chi dice di fare attenzione e infatti uso il watermark, niente foto di nudo, nessunissima foto di amici di mio figlio... E so che tu fai lo stesso!
    Al giorno d'oggi credo sia quasi impossibile evitare che qualche foto finisca su qualche social e trovo siano molto più "pericolose" le immagini postate nel web a caso, ovvero quelle scattate ai compleanni o alle feste... Io ogni volta che partecipo a una festicciola vedo tante mamme scattare foto di gruppo con il cellulare e pubblicarle immediatamente su faceboog o instagram senza chiedere il permesso ai genitori dei bimbi ritratti nell'immagine. Le persone che ti hanno criticato pensano che le foto dei loro bimbi non siano su face book? Io sono sicura che ci sono eccome, pubblicate senza permesso. A me capita di chiedere la cortesia di non pubblicare su face book foto di feste in cui appare mio figlio ma non immagini che faccia che fanno le persone! Mi guardano scocciate come fossi un’aliena. Insomma, come sempre, esistono persone con idee opposte ma ciò che manca è il rispetto. Rispetto per le idee altrui, rispetto per i minori, per il copyright…
    Io son felice di essere sul web, (è come nella vita reale: cose belle e cose brutte), e di aver conosciuto virtualmente tante persone belle come te! Il tuo modo di rompere le scatole con un sorriso è meraviglioso: non smettere mai!

    RispondiElimina
  37. Ciao Barbara, condivido il tuo sdegno. Strumentalizzare l'argomento per altri scopi è scorretto e irritante. Se ti va vienimi a trovare ! http://www.worldimportantpeople.com/la-diversita-e-bellezza-io-condivido/

    RispondiElimina
  38. Ecco. Io ho ascoltato la Littizzetto per caso. E quello che ha detto mi è piaciuto. (E mentre ascoltavo ho pensato a voi.)
    Ma visti i tuoi commenti su FB ho deciso di non andare nemmeno a leggere quello che 'sto tipo ha scritto.
    Così, sulla fiducia che nutro in te.
    E per non dargli la soddisfazione di avere il mio click. Tiè!

    RispondiElimina
  39. Cara MAMMA FATTA COSI', il tuo post “Mi dissocio e mi sdegno" è stato selezionato tra i migliori post di altri “Blog amici” che ho avuto il piacere di leggere nella settimana appena trascorsa.
    Grazie per i tuoi consigli, MAMMAONWEB
    http://mammaonweb.blogspot.it/2014/03/top-of-post-11-332014.html

    RispondiElimina
  40. quanta nausea,,,,ti sono vicina e ti abbraccio. E vado subito a condividere il tuo post. che gente squallida...

    RispondiElimina

I commenti mi piacciono assai.
Se vuoi dirmi qualcosa, io ti ascolto.
Se però vuoi che il messaggio mi arrivi davvero, è meglio se lo scrivi qui sotto ;)

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