Il post in cui annunciavo la mia intenzione di
partecipare al contest fotografico di Blogfamily “Fotografa il
tuo cuore e dacci un'emozione”, finiva così:
“Se
poi vi viene voglia di cliccare “Mi piace”, e votare quindi la
foto, male non fate: io partecipo ad un contest con una foto,
diciamo, diversa e mi vinco anche la pentola dei miei sogni. La
vita è bella, potrebbe succedere anche questo!”
La
vita è proprio bella, perché è successo. :)
Fino
a un mese fa avrei affermato di non essere una persona
particolarmente emotiva, sicura di non dire il falso. Oggi comincio a
rivedere l'immagine che ho di me, perché è innegabile che, da
quanto ho aperto questo blog, la situazione è un po' cambiata. In
più occasioni mi è sembrato di essere travolta dalle emozioni e di
non saper bene cosa fare.
Qualche
volta ho pianto, più spesso ho riso o ridacchiato, ho abbozzato, ho
usato ironia e sarcasmo, ho cercato di arginare.
Realisticamente
devo affermare che ci sono cose che mi commuovono molto, che mi
toccano e che scatenano reazioni emotive potenti che con tutto il mio
autocontrollo non so tenere a bada.
Da
oggi dirò che sono parzialmente emotiva.
Cercherò
di attenermi ai fatti oggettivi.
È
successo che:
ho
deciso di partecipare ad un concorso per il gusto di vedere
pubblicata una foto diversa e per dimostrare (a me stessa) che si
può fare
ho
visto l'affetto nei vostri commenti e nei vostri voti (grazie)
ho
cominciato a sognare di vincere anche la pentola a pressione
ho
vinto
E
già qui la lista è significativa. È successo anche che:
mi
sono chiesta se la mia partecipazione al concorso e tutto questo
blog, si potessero interpretare come una strumentalizzazione netta e
schietta di mio figlio e dei suoi problemi
in
molti mi hanno fatto notare che, nella foto, non era poi così
evidente che Killò ha la Sindrome di Down, e che era una bella foto
(grazie Matte che l'hai scattata)
non
ho trovato riposte convincenti al punto 5 e mi sono limitata a
pensare che, perlomeno, non è mia intenzione ma questo rischio
esiste e non ne so venir fuori
Restano
dei fatti incontrovertibili ovvero che:
ho
conosciuto e continuo a conoscere persone che mi dimostrano affetto
e sostegno e, anche persone che già conoscevo, mi hanno ripetuto
cose che già mi avevano detto e detto cose che non mi avevano mai
detto (e io sono stupita e grata)
avrò
una pentola che volevo ma che, per la situazione attuale, non avrei
potuto permettermi
Brava,
una bella lista. Ma qual'è la morale?
La
morale è che ho avuto molto di più di quello che pensavo. Adesso
devo iniziare a dare.
Non
è che voglio cambiare il mondo o, meglio, certo che lo voglio
cambiare :) ma non penso che ci riuscirò con una foto o due parole.
Faccio
la mia parte, niente di che a dirla tutta, ma faccio quello che
posso.
E
la mia parte mi sembra sia di iniziare a raccontare una storia. Forse
non servirà a nessuno o magari servirà
a qualcuno.
La
vita è bella, potrebbe succedere anche questo!