martedì 29 novembre 2011

A Biondazzurra, la mia bambina



Preambolo segreto: Biondazzurra è una bimba molto intelligente, ma è una bimba. Lei è contenta che la sua mamma abbia un blog, ma ho notato anche la sua perplessità quando ha capito che c'era la foto di Killò, ma non la sua.
Mi è venuto il desiderio di scriverle una “lettera” e questo è il risultato. È un post diverso :) da quelli che avete letto finora, in cui parlavo a me stessa e a voi.
Qui parlo a lei, alla mia bambina.
Questa lettera la conserverò in un posto speciale, per quando sarà più grande, e magari proverò a scriverne altre. È un'idea che mi è venuta così, non l'avevo mai fatto prima.
Se vi piace, fatelo anche voi, scrivete qualcosa ai vostri figli e conservatelo per loro. Non penso sia importante che cosa si scrive e nemmeno il come, è sufficiente che trasmetta amore.
 È un bel dono e, un giorno, lo rileggeranno e credo saranno felici.

Io l'ho presa sulle ginocchia e gliel'ho letto, prima di pubblicarlo. Ho visto che era emozionata, forse anche per la novità. Mi ha abbracciato stretta e poi, fra tutte le domande che poteva fare, ha scelto: “Mamma, davvero ti fidavi di me?”.


domenica 27 novembre 2011

La ghianda di Natale

Il prima......

In una mattinata di sole splendente e di un cielo così azzurro e terso che si vedevano le montagne, segregata nel mio castello ;) , ho capito che era giunta l'ora di preparare qualche decorazione per l'albero di Natale.
Sapevo che i miei abituali aiutanti non sarebbero stati al mio fianco: stanno infatti combattendo una difficile guerra contro un cattivissimo Virus Intestinale. Mentre Biondazzurra sembra aver quasi vinto la sua battaglia, il soldatino Killò è caduto prigioniero.
Ho preso la mia scatola del pannolenci, ho cominciato a “creare” e alla fine è apparsa lei.......

giovedì 24 novembre 2011

LO STRANO CONCORSO


È per me un onore e una grande emozione annunciare ufficialmente l'apertura de:



LO STRANO CONCORSO
Regolamento:

Chi può partecipare: tutti, si deve solo scegliere in quale gruppo, ASTUTE PRINCIPIANTI (AP) o VOLONTEROSE ESPERTE (VE).

Cosa bisogna fare: dovete creare la vostra Simonetta, la calzetta, ispirandovi all'originale che trovate cliccando qui. Potete lasciarla nuda (se siete cattive) o cucirle un vestitino a vostra scelta.

Cosa si vince: non si vince niente e non è nemmeno importante partecipare, l'importante è come si partecipa e perché!
Si partecipa per superare il proprio limite con il cucito, trasformandosi da negate per il cucito in ASTUTE PRINCIPIANTI e si partecipa come VOLONTEROSE ESPERTE per amore del cucito, per amore di mammafattacosì e/o per aiutare le AP.

mercoledì 23 novembre 2011

Negate per il cucito, tutte qui!


Nel mio piccolo blog fatto così, capitano cose strane.... pare che, in qualche modo, abbia una vita propria e si aprano scenari e discorsi che io non avevo proprio previsto.
È vero che inizio io, ma poi voi dite la vostra e si aggiungono altre visioni e prospettive e.......
Tutto è partito dai primi commenti al post di ieri, sulla calza che invece è una ballerina, Simonetta.
Andate a vedere cliccando qui.
Io so cucire e, anche se non sono la più brava, non ho paura e mi lancio, proprio perchè cucire mi piace.
Il mio atteggiamento verso il cucito non è però condiviso da tutte: molte di voi pensano di essere negate e quindi non ci provano nemmeno.

Fare la Simonetta non è difficile, vestitino a parte, e in molte avete detto che vi piacerebbe, ma non siete in grado.
Il punto è: ne avete voglia? La volete fare anche voi la calza imbottita che si chiama Simonetta, la calzetta?
Pensateci, perché il desiderio di farla è l'unica condizione.

Se il desiderio c'è, ecco la mia pazza idea.
Che ne dite se, insieme, provassimo a cambiare la prospettiva e il modo di guardare al cucito?
Se invece di pensare “non so farlo”, provaste a pensare “sto imparando a farlo”???.
La verità è che voi potreste sembrare negate per il cucito, ma in realtà siete ASTUTE PRINCIPIANTI !!!!!!!.

Logicamente questo non cambia le abilità di partenza, ma cambia l'atteggiamento e permettetemi di dire che non è poco :)
(E, se vi riesce con il cucito, vuoi vedere che, ad applicarsi, si riesce a farlo con qualcos'altro?)
Allora, la facciamo questa bamboletta, ora che siamo ASTUTE PRINCIPIANTI?

Lo so che questo è un concorso folle. 
Qui non si vince niente e non è nemmeno importante partecipare, l'importante è come si partecipa e perché!
Qui non avrete alcuna visibilità (già...) per cui la vostra motivazione deve essere pura: superare il vostro limite con il cucito. 
Adesso che siete ASTUTE PRINCIPIANTI, ce la potete fare.
Però, provare a superare un proprio limite è una cosa grossa; se il limite poi ce lo siamo poste noi, è ancora più difficile.
Ma non sarete sole, perché ci sarò io e ci saranno tutte le VOLONTEROSE ESPERTE che vorranno partecipare, che faranno la loro di Simonetta (non si fanno sconti!) e in più, comporranno il “gruppo di sostegno e incoraggiamento”.

Se vi piace questa follia, dopo (o domani :)) vi posto l'apertura ufficiale e lo stano regolamento! 
Qui resta lo spazio per i commenti all'iniziativa.

Fra l'altro io non son certa che qualcuno si iscriva ... ma sarò felice di farlo anche con un'unica iscritta (che diventerà la mia migliore amica)!
Ditemi che ne pensate.....

martedì 22 novembre 2011

All'apparenza un calzino





È molto rassicurante vedere l'immagine di un oggetto e capire immediatamente di cosa si tratta.
Ti senti furba.
Così, basta guardare la foto sopra per capire che si tratta di un calzino. Vi dirò di più: è un calzino marrone, un tempo appartenuto ad un piede numero 45, che stava abbandonato in un sacchetto insieme a molti, molti altri calzini. Tutti bucati.
Quel sacchetto lo conservo da tempo, ogni tanto aggiungo qualche altro pezzo alla collezione, ma di buttarlo non se ne parla. Io lì dentro ci vedo potenzialità inespresse.

Io e Biondazzurra, mia aiuto sarta ufficiale, abbiamo infine scoperto la verità e ho deciso, per tirare su il blog, di svelarla anche a voi: quello non è un calzino bucato. Beh, non solo.

lunedì 21 novembre 2011

La storia di chi c'era


(Se tu non c'eri e vuoi capire di cosa si parla, è meglio se prima leggi “Il post con la foto in fondo”).

"La mamma che balla sull'erba", Biondazzurra,
Maggio 2010, pennarelli su carta
Capitava un giorno, fra le colline veronesi, che ci fosse una donna fatta così, che si era svegliata, aveva di corsa portato alla scuola materna la bionda figlia e fosse tornata a casa dal suo biondo figlio raffreddato. La chiameremo Barbara, per comodità.
Era un freddo venerdì di novembre e sempre per comodità diremo che era venerdì scorso, il 18.
Questa Barbara aveva aperto un blog da ben tre giorni e stava davanti al suo portatile, pronta a scrivere il post del giorno. Il bambinello, che per comodità chiameremo Killò, trotterellava in giro, in cerca di ispirazione per qualche nuovo guaio da combinare.
Nottetempo la riccia donna aveva deciso di scrivere un post di cucito, ma poi, alla luce del giorno, l'idea non la convinceva più. Così, in attesa di una decisione definitiva, con un occhio al pc e l'altro al pestifero demonio piccolo, aveva cominciato a smanettare su Blogger, aggiungendo un bel gadget di qua e uno di là, porconando con Facebook, togliendo il gadget che all'improvviso era diventato brutto e via così.
Nel frattempo Killò, che aveva trasportato sul divano una quantità impressionante di libri di Barbapapà, se ne stava seduto con l'occhio lacrimante e il moccoletto giallo, intento a sfogliare quelle pagine così sottili che girarle è un'impresa. E all'improvviso, aveva guardato la sua mamma e le aveva fatto il sorriso più bello del mondo, salutando anche con la manina cicciotta e sporca di pennarello blu.
Barbara continuava a smanettare, seduta al tavolo, quand'ecco che una voce, forte e chiara, aveva parlato. La voce veniva da dentro e forse era più un pensiero, resta il fatto che Barbara quella voce ultimamente la sentiva spesso e la conosceva. L'aveva battezzata “Oltre Babo”, riconoscendo che era una parte di sé che sembrava oltrepassare tutto ciò che lei era stata.
La voce, beffarda, aveva scandito: “Stai temporeggiando”.

venerdì 18 novembre 2011

Il post con la foto in fondo


In questi giorni c'è parecchio trambusto nella mia vita, perché alle solite corse si è aggiunta l'inaugurazione di questo mio blog.
Io faccio sogni grandissimi e sono anche una fastidiosa perfezionista, per cui dire che mi sono complicata la vita con questa bella idea del blog è dire poco.
Ho preparato dei post di cucito, ho scattato foto, ho fatto liste e liste di possibili post sulla mia vita di mammafattacosì, ho partecipato al mio primo contest, sto impazzendo con Blogger, sono su Facebook ma non riesco ad applicare il loghino sul blog …..eccetera eccetera.
Quando arriva un nuovo commento mi emoziono, sono stupefatta, rispondo, vado a vedere altri blog...
Il nocciolo della questione, però, è che io non ho a disposizione tutto il tempo che vorrei e, nel tempo a disposizione, sto facendo cose che, sì sono utili, ma....
Il nocciolo della questione è che mi ero riproposta di parlare anche della mia esperienza di mamma di Killò, lo splendore che è qui sul divano oggi con il raffreddore e la febbre che sta arrivando, e di parlare quindi di Sindrome di Down.
E non lo sto facendo.
Sono riuscita a scrivere poco su questo e quel poco non l'ho pubblicato.
Il nocciolo della questione è che ci sto girando attorno, mi impegno in altro per prendere tempo e faccio così perché HO PAURA. Tanta.
  • ho paura di non trovare le parole giuste per esprimere quello che sento
  • ho paura che le parole sbagliate feriscano qualcuno
  • ho paura di non avere le capacità, anche umane, di affrontare un argomento così difficile
  • ho paura di non riuscire a limitare l'ironia e il sarcasmo che fanno parte del mio essere
  • ho paura, mettendomi a scrivere di questo, di rivivere il dolore che c'è stato
  • ho paura di espormi

Però.
In questi 3 anni e mezzo ho imparato qualcosa sull'accettazione del diverso e ho imparato che è un concetto che va a braccetto con l'accettazione di sé e voglio provarci.
Voglio dirvi che so di avere queste paure, perché le sento nello stomaco, e accetto che ci siano, ma non voglio che mi impediscano di provarci.

Nei miei sogni di gloria ho immaginato che passassero di qui una giovincella con il pancione, in attesa di una bimba con la Sindrome di Down, o una mamma con in braccio il suo neonato con la Sindrome di Down e che queste due donne trovassero un conforto nelle mie parole.
Che trovassero scritto, nero su bianco, che quei pensieri terribili che fanno, sono pensieri normali, che ho fatto anche io, che fanno in tante, e che non intaccano l'amore infinito che provano o proveranno.
Voglio che trovino un messaggio di speranza.
A voi tutte, mamme speciali e normali e medie e solo mamme, voglio dire che quando ho iniziato a scrivere questo strano post, Killò era seduto sul divano, con tutti i suoi libri di Barbapapà attorno, e li stava “leggendo”. E io lo guardavo.
Io lo guardavo e non pensavo: "è un bambino down".
Pensavo: “è un bimbo con il raffreddore, con gli occhietti umidi che lacrimano, con la candela gialla che pende, con la febbre”. E quando lui mi ha guardata, mi ha sorriso e mi ha fatto ciao con la mano dicendo “Ao”, ho pensato:



“è bellissimo ed è mio figlio”.


Prima o poi, capiterà così anche a voi, care mamma speciali :).

giovedì 17 novembre 2011

Strategie di sopravvivenza: cucire in pace


Le mamma che con me condividono la passione del cucito, lo sanno.
Può essere che tu senta il bisogno di dedicarti al tuo hobby, che tu sia particolarmente ispirata, che ci sia una cosetta che devi proprio finire.
Può essere anche che Qualcuno non sia d'accordo con questa tua idea, perché vuole giocare, cantare, toccare tutti gli attrezzi che compongono il tuo kit di cucito e vuole mangiarsi gli aghi.
Quando questo accade hai due scelte: o rinunci a cucire e basta, o provi a farlo, ma è probabile che, fra un urlo e l'altro, la cosa ti innervosisca e tu dia ai tuoi figli una brutta immagine di te :)
Voglio suggerirvi una terza scelta che ho scoperto per caso.
Un giorno, insieme ai miei due disturbatori, ho creato la ragnatela del ragno Giovanni.
L'idea è copiata pari pari da Mammafelice (vedi qui) e si tratta di un telaio da tessitura montessoriano.
Il miei scopi erano: far passare il pomeriggio, realizzare un giochino che andasse bene per entrambi i miei bimbi e trovare un modo divertente per far allenare Killò con la manualità fine.
In realtà, quando ho iniziato a fare il disegno, Biondazzurra si è inventata una storia molto carina che ha fatto diventare speciale questo giochino.
La storia è questa: il ragno Giovanni ha costruito la sua ragnatela, ma non stava bene, “si vede dagli occhi che ha il raffreddore”. Gli è venuta così cosi.
Chi lo può aiutare a rinforzare la ragnatela? Ma noiiii! :)) E via di tessitura....
E poi, la prima volta che ho tirato fuori il mio lavoro e mi sono seduta sul divano a ricamare, è successa una magia: Biondazzurra è corsa a prendere il telaio al grido di “Cucio anche io!”. E l'ha fatto, per almeno 20 minuti. A Killò ho dato il metro da sarta e del filo e questo è bastato.

In sintesi il mio consiglio è: passate un pomeriggio a creare il vostro telaio montessoriano (seguendo le istruzioni che trovate al link) e poi mettetevelo nel vostro cesto del cucito!!!
Non posso giurare che questa strategia di sopravvivenza funzionerà anche a casa vostra, ma si può tentare, no?


Peraltro con questo post provo a partecipare al mio primo contest, quello di Con il cuore e le mani, Aspettando insieme il Natale.
Uso le prime due parole:
buchi perché è evidente che il telaio ce li ha e dono perché, se funziona, è un bel regalo da fare.... a se stesse ;).

mercoledì 16 novembre 2011

Copertina in pile per principesse





Per il mio primo post di cucito, ho scelto l'ultimo dei miei lavori: l'ho finito la settimana scorsa.
È una copertina in pile e la cliente che me l'ha commissionata non mi ha lasciato nessuna libertà creativa. Voleva una coperta “da divano” per quando guarda i cartoni, che fosse rosa con i cuori arancioni e il bordo arancione.
Siccome è la mia unica cliente e siccome è mia figlia, ho fatto di tutto per accontentarla. L'ingrata ha avuto anche da ridire sui tempi di consegna e ha fatto notevoli pressioni.
Se posso dire la mia, trovo che sia venuta abbastanza bene, è morbidina e in queste giornate fredde è proprio quello che serve! A Biondazzurra è piaciuta perchè è proprio come la voleva lei.
È un progettino semplice che si può fare in poco tempo con la macchina da cucire.
Io l'ho fatto interamente a mano, davanti alla televisione, seduta sul divano con i miei bimbi, e l'ho trovato molto rilassante.
Ve lo propongo oggi perché secondo me è un bellissimo regalo di Natale.
Se vi piace l'idea e avete una principessa a cui donarlo, è meglio mettersi subito all'opera.

Vi servono:
pile rosa 85 cm x 115 cm (o della misura che volete voi)
avanzi di pile arancione
filo da ricamo a 6 fili arancione (per applicare i cuori ho usato 2 fili)
filo da ricamo a 1 filo arancione (per bordare) o lana se volete
Si fa così:
Tagliate il pile a misura e stondate gli angoli che viene più bello; applicate i cuori come vi pare, meglio se con punti regolari e poi rilassatevi facendo un bel punto festone tutto intorno. Fatto!

Se non sapete cos'è il punto festone o vi serve un ripasso, andate a vedere qui: troverete la spiegazione e le foto dei punti a mano e una vera e propria scuola di cucito spettacolare (nonché creazioni originali e bellissime).
Cosa ne dite, me la son cavata con il mio primo post? :)

martedì 15 novembre 2011

toh, giusto un altro blog

Ciao, benvenute!
Questa è la mia nuova casa, la sto arredando. :) Ci sarà la postazione del cucito, la mia grande passione, e ci sarà l'angolo della conversazione, bello comodo per farsi due chiacchiere in santa pace.
I lavori non sono ancora terminati, c'è confusione, un po' di sporco... insomma come nella mia casa reale!
Io sono Barbara e sono quella con il grembiule e il pennello.
A presto
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